Lettera aperta del presidente
(visione)

1. Il “perché” profondo

Veniamo al mondo per fare esperienza. Se mi concedi il paragone con la cultura contemporanea io penso che la vita altro non sia che un misto tra un videogame ed un reality show estremi, in cui tu sei chiamato a giocare al tuo meglio e condividere con gli altri ciò che hai appreso.
Che il gioco sia difficile fa parte del divertimento, ma nella società in cui viviamo c’è chi per vincere facile ha creato regole per impedirti la sfida, nella paura che tu possa essere più bravo a giocare. Quasi tutto ciò che è mainstream, cultura pop, religioni, ma anche nella cultura propriamente detta, il mondo è intriso di regole e precetti limitanti, sapientemente mischiati con quelli moralmente accettabili per farteli accettare e poterti attaccare facilmente quando cerchi di dissentire. La stessa scienza sta pericolosamente deviando verso una sorta di religione materialista, al grido che tutto ciò che va fuori dalla sua comprensione è per forza inventato, delirante, superfluo.


2. Il modo in cui agire

Io credo che ogni tentativo di ridurre tutto al materialismo sfrenato, ogni tentativo di creare caos per evitare che tu possa prendere coscienza, ogni tentativo di inculcarti spiritualità preconfezionate per evitare che se sei riuscito a prendere coscienza tu possa in qualche modo creare nocumento a piccoli ed insulsi interessi meschini, fossero anche miliardari ma per me rimangono piccoli, debba essere in qualche modo epurato dalla cultura quotidiana.
Per fare questo io non dico di fare i rivoluzionari, la protesta alla fine è solo un altro modo di inginocchiarsi e chiedere la carità a chi si arroga il diritto di comandare, e onestamente mi vengono in mente modi migliori di usare il mio tempo che creare scompiglio, essere menati e schedati dalle forze dell’ordine ecc.
Io parto da me stesso e da chi mi circonda: cerco di mandare un messaggio onesto, etico e integro, a volte sbagliando perché è solo così che si evolve, facendo i conti con gli errori propri ed altrui, a volte prendendoci in pieno. E’ un messaggio sicuramente scomodo e difficile da digerire, ne ho avuto grande prova. Ma viviamo in un ambiente di merda, quindi se vogliamo pulirlo dobbiamo spalare merda! Non c’è via di scampo. Ma questo non fa di me o di chi mi segue un mangiamerda, semmai l’opposto!


3. La responsabilità morale

Io credo che tutti coloro che hanno compreso l’importanza di questa posizione abbiano il dovere di cercare di farlo capire agli altri. Anche se io per primo mi avvalgo di criteri mediatici e di una comunicazione attentamente progettata e curata non significa che i miei fini siano i medesimi di tanti venditori di prodotti, il cui unico scopo è svuotare il magazzino ed aumentare il fatturato. No! Io voglio mandare un messaggio responsabile, dirtelo in maniera diretta e senza girarci attorno, dicendoti sia come lo faccio sia il perché.


4. Il valore della semplicità

Siccome non siamo tutti “nati imparati”, mandarti il mio messaggio dicendoti anche le modalità con cui lo faccio è il mio modo di istruirti a farlo a tua volta, così che tu possa tanto comprendere in maniera semplice e diretta quello che voglio dirti ma sia a tua volta in grado di comunicarlo a qualcun altro, ammettendo senza tanti fronzoli che alla fine si tratta semplicemente di ascoltare, capire, condividere senza necessariamente essere dei tuttologi. Così sufficiente avere quella curiosità che ti porta a volerti migliorare, il messaggio te l’ho già più o meno confezionato, se te la senti, visto che ti ho spiegato come si fa il pacchetto, puoi cimentarti nel fare un pacchetto tuo oppure riproporre il mio. Ricordati però di scriverci sempre qual è il contenuto, senza fare il furbo!

Il Presidente